All’ IC “Giovanni XXIII” di Mogliano ottanta docenti e un maestro per seminare l’arte della parola

MOGLIANO – Giovedì 20 novembre dalle ore 17.00 alle 19.00 prende il via la collaborazione con finalità di formazione e supporto alle attività didattiche tra l’IC “Giovanni XXIII” di Mogliano e il Minimo Teatro.IMG 20251104 211844

Sono previsti quattro appuntamenti seminariali dedicati al personale docente, il tema degli incontri è “Parola, testo e traduzione verbale”. L’iniziativa è inserita nel progetto di lavoro annuale di espressione e creatività dell’ IC Giovanni XXIII: “Io mi esprimo così”, che oltre al teatro cura espressione pittorica, arti figurative e musica.

Il Dirigente scolastico prof. Silvio Catalini sottolinea l’importanza del teatro nelle attività didattiche, come strumento pedagogico e culturale: “Sono onorato di avere testimone il Maestro Maurizio Boldrini, che offre l’eccellenza assoluta della sua arte agli ottanta docenti che lo seguiranno nei quattro appuntamenti. Mi auguro che possa essere sono un inizio di una più ampia e proficua collaborazione per aiutare i docenti con nuovi stimoli e prospettive affinché a loro volta possano avvicinare i ragazzi alla conoscenza dell’arte in parola e in voce.”

Maurizio Boldrini, direttore del Minimo Teatro e tra l’altro pioniere delle attività teatrali nelle scuole marchigiane, dice: “A Mogliano sarà un’ulteriore formidabile occasione, visto che sarò con tanti docenti, di mettere a disposizione conoscenze frutto di decenni di dedizione artistica. In otto ore non si può edificare un nuovo mondo estetico, però è possibile smascherare qualche pericoloso utilizzo delle parole, smascherare falsità verbali ed iniziare qualche cauto movimento sulle sabbie mobili del linguaggio. Chi mi ha invitato, il dirigente scolastico Catalini, è dotato di un accorto coraggio, mi piace corrispondere con arte ad arte. Inoltre i docenti sono sempre eroici, al di là del loro personale valore, nonostante siano in balia di una miriade di norme e costrizioni, trovano ancora la forza di prendersi cura della conoscenza. Il mio sarà solo un ulteriore contributo, spero sorprendente e interessante, per le loro pregresse conoscenze.”

Quando l’arte diventa “pentarte”. Sconfinamento di cinque fuoriclasse: Passarella, Boldrini, Cavalletti, Sarrubbo, Millevolte

CIVITANOVA – Teatro Annibal Caro, “Vi spiego alcune cose – Viaggio tra le parole di Pablo Neruda e Federico Garcia Lorca”, spettacolo curato da Minimo Teatro nell’ ambito di “Civitanova Film Festival” e “Civitanova Classica Piano Festival”.

Partiamo dalla fine, per i ringraziamenti al termine dello spettacolo sono saliti sul palco il Maestro Lorenzo Di Bella, direttore artistico e organizzativo “Civitanova Film Festival”, Michele Fofi, direttore artistico del Civitanova Film Festival, che bene traducono per il gran pubblico presente l’estasi e la commozione degli ottanta minuti sensazionali che hanno saturato lo spazio teatrale.

L’ ultima a prendere la parola per ringraziare gli artisti è la dottoressa Agnese Biritognolo, vice presidente dell’ Azienda Teatri, che ha esordito dicendo: “Non ci sono parole per definire uno spettacolo come questo”, sintesi perfetta, semplice ed esaustivo telegramma di un’arte incommensurabile che ha elevato artisti e spettatori in un’unica corrispondenza acustico/affettiva.

Per l’ unicità dell’avvenimento, non si pensi che sia eccesso di retorica creare il seguente neologismo: “pentarte”.

I cinque righi musicali sono sconfinati da cinque artisti fuoriclasse, da qui in poi “pentarte” significherà quell’arte non descrivibile e solo partecipabile, che de-genera dai tradizionali settori di appartenenza per combinarsi e ribaltarsi nell’indefinibile sensazionale.

E allora si portino a memoria i soli nomi degli artisti, poiché per loro ogni appellativo di grazia sarebbe vano: Hector Ulises Passarella il bandoneon, Serena Cavalletti il violino, Cristiana Millevolte il pianoforte, Maurizio Boldrini e Flora Sarrubbo le voci.

Federico Garcia Lorca e Pablo Neruda poeti vivi in sala.

Il Minimo Teatro ha curato la realizzazione dello spettacolo, in sala erano rappresentati dal presidente Federico Boldrini e la vice Serenella Marano, Manuela Grelloni per il Club Amici MT, oltre che dal fonico Euro Morresi e gli assistenti Mario Rossetti, Leonardo Mohammadi con il supporto del Braconi service e Valli pianoforti. Fotografo di scena Luciano Serini. Oltre la determinante direzione artistica del Maestro Di Bella e la complicità del Maestro d’arte Mauro Mazziero, da menzionare la consueta precisione organizzativa di Francesca Iacopini.

Grazie anche a tutto lo staff dei TdC e allo sponsor principale, Ica, colorificio. I partner della manifestazione: Banco Marchigiano, Azienda B.Bastianelli, Dimorae art hotel Civitanova, Associazione centro culturale, Teatri Civitanova, Associazione arte in musica. Patrocinio del Ministero della cultura, Regione Marche e Città di Civitanova Marche.

È uno di quei casi in cui la menzione di artisti e promotori è importante perché l’ iniziativa è memorabile e resti a memoria non solo per coloro che ne sono stati fortunati testimoni diretti. Un ultimo pensiero: Lorca e Neruda hanno ancora una volta denunciato le barbarie contro gli innocenti, “Vi spiego alcune cose” è esemplare spiegazione, quella dell’alto e vibrante suono poetico, la spiegazione con meno errori di umani verso umani.

Viaggio tra le parole di Neruda e Garcia Lorca a Civitanova con Boldrini e Passarella

Roma, Forum Studios 09 03 2024. ROMA FILM MUSIC FESTIVAL 3a edizione. ©IANNIELLO & MIKHAIEL

Seguendo il tema dell’undicesima edizione del CFF, Gli incontri necessari, il Civitanova Film Festival e il Civitanova Classica Piano Festival lanciano assieme una serata dedicata al rapporto tra musica, film e poesia.
Mercoledì 29 ottobre l’appuntamento è al Teatro Annibal Caro, dove alle 21.15 andrà in scena lo spettacolo Vi spiego alcune cose – Viaggio tra le parole di Pablo Neruda e Federico Garcia Lorca, curato da Minimo Teatro e da Maurizio Boldrini, attore, regista, docente e ricercatore teatrale, e che avrà come ospite il musicista Héctor Ulises Passarella.
Le voci recitanti – Maurizio Boldrini e Flora Sarrubbo – danno vita ai versi di Neruda e García Lorca, accompagnati dal bandoneón di Héctor Ulises Passarella, dal pianoforte di Cristiana Millevolte e dal violino di Serena Cavalletti, in un dialogo costante tra parola e suono. Si alterneranno alcuni brani strumentali che portano il marchio ritmico e melanconico del Rio de la Plata, regione del Sud America tanto amata e anche frequentata dai due grandi poeti e amici.
Hector Ulises Passarella è considerato uno dei più grandi bandoneonisti, nonché uno dei più interessanti compositori di tango moderno. L’inconfondibile suono e la particolare espressività̀ del fraseggio gli hanno valso l’ammirazione del pubblico, della critica e di grandi musicisti come Ionesco Galati, Leo Brouwer, Luis Bacalov, Donati Renzetti, Placido Domingo, Yuri Bashmet; cineasti quali, Emidio Greco, Michael Radford e Robert Duvall. Memorabile la collaborazione con Luis Bacalov, per l’interpretazione di tante colonne sonore del maestro, a partire da quella famosissima, premiata con l’Oscar nel 1996, del film “Il Postino” con Massimo Troisi, fino a “Frontera Sur” con Federico Lupi, “Milonga” con Giancarlo Giannini, “Panni Sporchi” con Ornella Muti e Michele Placido, “The Love Letter” con Kate Capshaw e Tom Selleck, “Assassination Tango” con Robert Duvall.
“Sono entusiasta di questa collaborazione con il Civitanova Film Festival – dice il direttore artistico Lorenzo Di Bella – un incontro tra due realtà culturali della città che condividono la stessa visione: quella di un’arte in grado di dialogare, contaminarsi e arrivare al cuore del pubblico. La fusione tra colonna sonora e poesia rappresenta un terreno fertile per nuove esperienze artistiche e questo appuntamento ne è una splendida testimonianza”.

“Vi spiego alcune cose”: dialogo tra poesia, musica e voce al Teatro Annibal Caro di Civitanova

🎼 Civitanova Classica presenta un nuovo, imperdibile appuntamento musicale in collaborazione con il Civitanova Film Festival: un’esperienza che intreccia musica da film e poesia, dando vita a un incontro di emozioni e suggestioni.

“Vi spiego alcune cose”, un viaggio tra le parole di Pablo Neruda e Federico García Lorca, accompagnate alle musiche intense di Héctor Ulises Passarella.

📅 Mercoledì 29 ottobre, ore 21.15
📌 Teatro Annibal Caro – Civitanova Marche

“Vi spiego alcune cose” è un dialogo tra poesia e musica, tra voce e strumento, tra anima e respiro.
Le voci recitanti di Maurizio Boldrini di Minimo Teatro e Flora Sarrubbo danno corpo ai versi di Neruda e García Lorca, accompagnati da Cristiana Millevolte al pianoforte, da Serena Cavalletti al violino e dalla partecipazione straordinaria di Héctor Ulises Passarella al bandoneón.
Una tessitura sonora che conduce il pubblico dal Mediterraneo al Rio de la Plata, terre lontane ma unite da un comune sentire poetico.

🔖 Biglietti disponibili su CiaoTickets online (https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/vi-spiego-alcune-cose-civitanova-classica-piano-festival) e nei punti vendita autorizzati.
📞 Info e prenotazioni: 392 4450125

🎶 Un incontro dove la parola diventa suono e il suono si fa emozione.
Lasciatevi guidare dalla poesia, dentro la musica.

Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro, 43 anni dalla parte della conoscenza

MACERATA – Lunedì 6 inizia il quarantatreesimo anno della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro diretta da Maurizio Boldrini.

43 anni della Scuola, direttore cosa è cambiato nel corso degli anni?
Quattro decenni fa chi arriva al Minimo Teatro era già pronto per accogliere le materie, le indicazioni e acquisire nuove conoscenze, oggi ho l’impressione di essere, mio malgrado, un eroe che tenta di salvare persone dalle sabbie mobili circostanti che inghiottono anche le teste meno sprovvedute.

La causa di questa circostanza?
Molte cause, mi limito all’ ambito formativo culturale. L’ università è un diplomificio per classifiche a punti, il cinema è un luogo per vendere popcorn, il teatro poi è più che mai paradossale: tanto più sono belli i luoghi architettonici tanto più è idiota il loro contenuto, la poesia è ridotta a melensa pasticceria festivaliera. La scuola del Minimo Teatro è una vana resistenza a queste stupidità invasive e una strenua testimonianza dell’ arte autentica, misconosciuta, che purtuttavia riesce a mantenersi come studio in progressione.

Perché “vana” resistenza?
Ogni resistenza è vana, specie oggi, il linguaggio ha ormai travalicato completamente la definizione delle cose per comprendere e vivere e ha assunto una funzione protocollare aziendale. E questo purtroppo ha contagiato tutti gli ambiti relazionali: dall’ asilo all’ università, dalla politica alla sanità pubblica, tutti sono diventati servi incoscienti del sistema coloniale della parola. Come riprova basta entrare in quegli spacci chiamati impropriamente librerie: molto difficile oggi, quasi impossibile, trovarci un libro, molto facile trovarci puttanate.

E allora che si fa?
Si fa comunque, fino a che è possibile, per offrire umanamente un’occasione di conoscenza, alla peggio per testimoniare a sé stessi che il servilismo delle circostanze ancora non ci ha preso l’ anima. Quand’ero giovane mi avevano quasi convinto che alcuni celebrati maestri fossero tali e degni di rispetto, alcuni vivono ancora e allora come oggi continuano a fare marchette e repliche con l’ arte. Io li ho conosciuti e frequentati ma in definitiva sono stato sempre da un’altra parte, non so se sia giusta o sbagliata, è solo un’altra parte caratterizzata dall’anelito costante verso lo studio autentico e la conoscenza.

Le prime due lezioni di lunedì ore 16.00 e ore 20.30 sono liberamente aperte, chi desidera parteciparvi non ha che da raggiungere borgo Sforzacosta n.275, sede del Minimo Teatro, tel. 347 1054651.

Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro, anno 43

MACERATA – C’è un unico posto al mondo in cui il linguaggio teatrale, nel corso di oltre quattro decenni, è riuscito a fornire indicazioni anche in altri ambiti: architettura, medicina, antropologia, filosofia.

Nella periferia della periferia, a Sforzacosta di Macerata, c’è il Minimo Teatro con la sua storica e resistente etichetta di Scuola di Dizione Lettura e Recitazione, che è rassicurante per chi si avvicina agli strumenti d’espressione personale.

L’etichetta, rimasta così negli anni per tradizione, cela in realtà una rivoluzione, non solo del modo di intendere la recitazione, essa coincide con una pratica che costantemente si rinnova e investe criteri della percezione, della relazione, dell’estetica.

Per la quarantatreesima volta sono aperte le iscrizioni alla Scuola di Dizione Lettura e Recitazione diretta da Maurizio Boldrini.

L’ impostazione base rimane la stessa da sempre, lezioni a piccoli gruppi in orari variabili che assecondano le esigenze degli allievi, lezioni individuali, laboratori integrativi, però il programma muta ogni anno in base alle nuove ricerche sperimentate negli anni precedenti.

boldrUn viaggio costante di conoscenza divenuto riferimento per importanti istituzioni teatrali internazionali. Gli allievi in nove mesi di attività riceveranno indicazioni pratiche e teoriche su aspetti quali: corretta dizione italiana, impostazione e dinamica verbale, lettura espressiva, recitazione in versi, dinamiche corporee, composizione e operazioni testuali, regia, azione verbale e musica, scrittura poetica, scrittura scenica, ecc. Inoltre gli allievi potranno partecipare all’applicazione del linguaggio espressivo in altri ambiti scientifici con la classe di Ingegneria Umanistica.

Al termine dell’ attività, prevista per giugno 2026, ci saranno studi scenici dimostrativi delle competenze acquisite. Informazioni ed iscrizioni: Minimo Teatro, borgo Sforzacosta 275, Macerata, tel. 347 1054651.

Macerata, inizia Ingegneria Umanistica

MACERATA – Il primo ottobre alle ore 15.30 iniziano gli incontri del nuovo anno di studio dell’ Ingegneria Umanistica disciplina inventata nel 2003 da Maurizio Boldrini direttore del Minimo Teatro per coniugare le ricerche del linguaggio teatrale ad altri ambiti operativi con l’intenzione di superare divisioni settoriali specialistiche.

Lo scorso anno la Classe dell’Ingegneria Umanistica ha elaborato un “Repertorio della nuova estetica” che in fase finale è stato presentato nei teatri di Caldarola e Montecosaro.

Nel nuovo anno di corso che è all’ inizio la classe si applicherà alla “Propaganda della nuova estetica”.

Il termine “propaganda” sarà affrancato dal suo senso negativo e sperimentato nell’ etimo “propagare”: “piantare qualcosa in avanti”, “fare crescere”.

Il primo incontro è liberamente aperto al pubblico presso il Minimo Teatro in borgo Sforzacosta 275, tel 347 1054651, per chi non può in presenza è possibile su richiesta il collegamento telematico.

Minimo Teatro: a Cingoli l'Esposizione dell'Ingegneria Umanistica - Picchio  News - Il giornale tra la gente per la gente

Ingegneria Umanistica, Classe 2025/2026 – Aperte le iscrizioni

MACERATA –  Ingegneria Umanistica è la disciplina inventata nel 2003 da Maurizio Boldrini direttore del Minimo Teatro per coniugare le ricerche del linguaggio teatrale ad altri ambiti operativi con l’intenzione di superare divisioni settoriali specialistiche.

Nel corso di un ventennio ci sono state indicazioni ed effetti in medicina, architettura, antropologia, filosofia. Lo scorso anno la Classe dell’Ingegneria Umanistica formata da otto operatori diretti da Boldrini è pervenuta all’elaborazione del “Repertorio della nuova estetica” esposto in due intense giornate di luglio presso i teatri di Caldarola e Montecosaro.

Il “Repertorio” contiene addirittura prototipi “politici” come “L’ orto a difesa pubblica” e “Vena Picena”, nucleo di città capace di generare altre diverse città senza necessità di piano regolatore. Insomma, Ingegneria Umanistica è la lettura della tradizione per immaginare ed edificare il nuovo, inoltre è denuncia della deformazione contemporanea. La misura operativa è sempre dettata dai materiali del teatro fuori dalle ovvietà spacciate nei teatri.

Definito il “Repertorio della nuova estetica” la Classe dell’ Ingegneria Umanistica nel nuovo anno di corso 2025/2026 si applicherà alla “Propaganda della nuova estetica”.

Il termine “propaganda” sarà affrancato dal suo senso negativo, ripartiremo dall’etimo “propagare”: “piantare qualcosa in avanti”, “fare crescere”, sarà come sistemare canne perché le piante dei pomodori possano fruttificare al meglio, sarà anche una diffusione precisa come gli ex acquedotti romani, che portavano, oltre l’acqua, anche l’idea stessa dell’ingegno.

Coloro che desiderassero diventare allievi della classe di Ingegneria Umanistica prenderanno visione dei riassunti operativi del precedente anno di corso che possono essere richiesti al n. 347 1054651, numero utile anche per informazioni ed iscrizioni.

Inizio dell’attività: ottobre 2025; termine dell’attività giugno 2026.

Frequenza settimanale in presenza presso il Minimo Teatro o per via telematica.

Le meraviglie della Nuova Estetica

La seconda parte del repertorio della Nuova Estetica presentato al Teatro delle Logge di Montecosaro lo scorso giovedì 3 luglio (la prima parte è stata presentata martedì 1 al teatro di Caldarola) è, nello stile del Minimo Teatro, un vortice di segnali che spiazzano, sorprendono, disarmano, soprattutto mobilitano nuovi sensi delle arti. Per la memoria dei bambini Maria e Fiorella Quattrini e Ferdinando Bedini ammazzati da mitraglia aerea l’11 maggio del ‘44 co’ le saccoccette piene de veselli, interviene Fabrizio Quattrini su registrazione di Vi spiego alcune cose Neruda/Passarella/Boldrini. È un intervento incisivo in cui poesia e ricordo vertono in vibrante accusa di chi viola e assassina l’ innocenza. Jacopo Scipioni stempera appena con il Canto degli sfollati, una specie di preghiera appassionata, pur severa. A seguire Poesia Capitale, videoregistrazione integrale dello spettacolo che il Minimo Teatro presentò in Roma nel 2023 come traccia compendio di nomi, forme, sensi, dinamiche del linguaggio ex teatrale per questo millennio, repertorio che contemporaneamente rende omaggio e supera le estetiche pur innovative del Novecento. Come postfazione: un brevissimo filmato che il Minimo ha realizzato con il Contro Tempo Teatro Bolzano dal titolo Basolato in cui vengono dettate le nuovissime definizioni e funzioni degli operatori d’arte. Paolo Aceti del Minimo, Claudio Montresor e Flora Sarrubbo del Contro Tempo Teatro hanno rimarcato le implicazioni della ricerca estetica dei materiali proposti. Dopo la pausa per la cena Juri Peretti è stato protagonista di “E Frank? Frank non è venuto”, comica in cui c’è poco da ridere e quel che si ride è sempre troppo su testo e regia di Maurizio Boldrini. È l’ invenzione della comicità parabolica, in cui gli spettatori o sono in grado rapidamente di collegare i punti della parabola o non hanno scampo nella comprensione. Al termine Boldrini invita sul palco Riccardo Catalini suo ex allievo per un fuori programma improvvisato insieme a Juri Peretti, ne nasce una nuova scena per Frank semplicemente esilarante. Si cambia nettamente registro con l’ Economia dell’osceno nota di Paola Marconi da un discorso di Thomas Sankara letta da Marco Frontalini, Paolo Aceti coadiuvati nella parte finale da Giandomenico Salvatori, Lucia Melatini, Arianna Marinangeli, Sandra Anitori e Serenella Marano, sono voci/rivolta nei confronti di debito e usura e con l’ alternativa radicale studiata dall’ Ingegneria Umanistica, già dettagliata con Vena Picena, città nucleare presentata martedì a Caldarola. A seguire Michele Branda con un breve e precisissimo intervento esemplifica la differenza sostanziale tra “Simulatore e Cantore” portando ad esempio di Gilbert Becaud e Sergio Bruni, in appendice la registrazione del Passero solitario Leopardi/Matricardi/Boldrini esemplificazione di un unico nuovissimo rapporto tra parola voce musica. Elisabetta Moriconi, del senato della Repubblica Radicale legge le motivazioni della laurea honoris causa in Ingegneria Umanistica consegnata a Serenella Marano dal presidente del Minimo Teatro Federico Boldrini. La laurea è attribuita alla Marano soprattutto perché è un primato nell’ incarnare le facoltà della voce dell’ Ingegneria Umanistica, è la seconda laurea attribuita dall’Ingegneria Umanistica in venti anni, la prima fu data a Giancarlo Guardabassi per la sua Radio Aut Marche. Chiudono la serata quattro allievi della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro, Sandra Anitori, Arianna Marinangeli, Lucia Melatini, Giandomenico Salvatori, presentano la sequenza monologante “Più che un gesto è un rimbalzo”: perle private in pubblico, ricchezza linguistica per l’avvenire. Due versi detti da Marco Frontalini e Monica Scalcon, la canzone “Se stasera sono qui” nell’impareggiabile interpretazione di Beatrice Bellabarba per saluto finale.

L’esposizione della nuova estetica è una mappa per artificieri

Caldarola – Prima serata. Il repertorio della nuova estetica esposto dalla classe di Ingegneria Umanistica del Minimo Teatro al teatro di Caldarola il primo di luglio è come una mappa del tesoro al contrario e cioè: il tesoro è già in scena e ben definito nella sua magnificente ricchezza di segni, esempi, nomi, forme passate, presenti e per l’avvenire che però sono talmente rilucenti da essere sviste da spettatori normalizzati alla demenza della consuetudine contemporanea, spettatori che hanno sempre un buon motivo per essere da un altra parte, dalla parte dove si capisce tutto perché non c’è nulla da capire.

Quindi nel Repertorio della nuova estetica gli spettatori coincidono con gli stessi artefici, capaci di essere il tesoro dell’ avvenire, poiché i contemporanei sono troppo presi dalla normalizzazione della loro stessa pena per godersi della nuova luce di scena, oscena per l’oggi. È impossibile rendicontare le strabordanti magnificenze del tesoro, qui solo un elenco delle tracce mappate in scena. L’omaggio in memoria di Roberta Carassai è stato una lezione teatrale magistrale di 10 minuti che ha congiunto un esempio di ingegneria verbale del passato con i corpi vivi della più alta scrittura di scena oggi possibile che ha visto artificieri: Sandra Anitori, Arianna Marinangeli, Lucia Melatini, Giandomenico Salvatori della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro. Dopodiché subito una “provocazione” come l’ha definita il Sindaco Giuseppe Fabbroni, una provocazione completamente fuori dalla logica illogica del presente tutto concentrato sulla relazione bellica: Vena Picena, un nucleo di città che liquida il concetto di pena, liquida il concetto stesso di città ideale, diventa prototipo concretissimo di comunità in cui il delitto si sposta in orto di difesa pubblica per rigenerarsi dentro una corona di conoscenza. Gentile lettore, questa precedente definizione non si capisce? Niente paura, non avrebbe capito nemmeno se fosse stato presente, l’ importante per il repertorio della nuova estetica non è capire ma avvicinarsi, cercare di trattare la nuova materia come hanno fatto Maurizio Boldrini direttore delle operazioni visionarie, l’architetto Giuseppe Bocci memoria delle ardite visioni architettoniche classiche e la sua giovane e lungimirante collaboratrice architettonica Hatice Dilara Ertürk che ha sviluppato in 3d Vena Picena, Luca Paletti che ha tessuto la trama filosofica tra strumenti e perimetri di questa città capace di generare altre città tutte diverse e che non hanno bisogno di piano regolatore. Lorenzo Vecchioni e Paolo Aceti hanno sintetizzato con un’unica scena che vale un’opera, completa anche di scenografia di margherite mentali, l’ intera opera dell’ orto a difesa pubblica che ha segnato per espansione l’ideazione della città. Per disimpegno due pagine da Pinocchio lette da Elisabetta Moriconi e Serenella Marano danno la nuova misura estetica della lettura per il prossimo futuro, chi non ne prenderà atto sarà definitivamente confinato nel pressappochismo rappresentativo. A seguire una notazione telegramma di Boldrini ha segnalato due nomi e due diverse firme/tratti che fanno e faranno da estremi di una parabola d’arte che definisce e detta gli attributi dell’ arte esemplare del millennio: Mariano Prosperi e Giuseppe Teobaldelli. Qui ci si poteva fermare, invece dopo pausa arriva il bello, come se prima niente fosse stato. Qua e là telegrammi filosofici e didascalici di Luca Paletti e Marco Frontalini a tagliare l’aria e minare la percezione. Michele Branda con acume, precisione chirurgica detta come Misurare l’invisibile, è il suo un viaggio per comparazione che fa vedere chiarissime le differenze tra un’ arte virtuosa e indiscutibile e un’ arte finita, completa, sensazionale. Gli esempi trattati sono: Mina, Uto Ughi, Carmelo Bene, Vittorio Gassmann, Mia Martini. Segue Prendile tracciato poetico di Paola Marconi e Elisabetta Moriconi su partitura verbale di Maurizio Boldrini interpretata dalla voci di Beatrice Bellabarba, Serenella Marano, Monica Scalcon che hanno semplicemente segnato nitido il segno acustico di cosa sia oggi il primato dell’assoluto in forma di voce. Per finire Elisabetta Moriconi ha dettato in Combinato disposto le direttive ministeriali per il prossimo millennio. Chi vivrà vedrà, e se non vedrà peggio per lui e meglio per le prossime generazioni, forse, parola del Minimo Teatro, presidente Federico Boldrini, direttore artistico Maurizio Boldrini, direttore tecnico Euro Morresi, datore tecnico Teatro di Caldarola Giorgio Roselli. L’esposizione prosegue giovedì 3, dalle ore 18.00 alle 24.00 (con pausa cena) al Teatro delle Logge di Montecosaro con un seguito di programma altrettanto ricco e avveniristico. L’ingresso è libero per tutti gli artificieri della conoscenza.