MOGLIANO – Giovedì 20 novembre dalle ore 17.00 alle 19.00 prende il via la collaborazione con finalità di formazione e supporto alle attività didattiche tra l’IC “Giovanni XXIII” di Mogliano e il Minimo Teatro.
Sono previsti quattro appuntamenti seminariali dedicati al personale docente, il tema degli incontri è “Parola, testo e traduzione verbale”. L’iniziativa è inserita nel progetto di lavoro annuale di espressione e creatività dell’ IC Giovanni XXIII: “Io mi esprimo così”, che oltre al teatro cura espressione pittorica, arti figurative e musica.
Il Dirigente scolastico prof. Silvio Catalini sottolinea l’importanza del teatro nelle attività didattiche, come strumento pedagogico e culturale: “Sono onorato di avere testimone il Maestro Maurizio Boldrini, che offre l’eccellenza assoluta della sua arte agli ottanta docenti che lo seguiranno nei quattro appuntamenti. Mi auguro che possa essere sono un inizio di una più ampia e proficua collaborazione per aiutare i docenti con nuovi stimoli e prospettive affinché a loro volta possano avvicinare i ragazzi alla conoscenza dell’arte in parola e in voce.”
Maurizio Boldrini, direttore del Minimo Teatro e tra l’altro pioniere delle attività teatrali nelle scuole marchigiane, dice: “A Mogliano sarà un’ulteriore formidabile occasione, visto che sarò con tanti docenti, di mettere a disposizione conoscenze frutto di decenni di dedizione artistica. In otto ore non si può edificare un nuovo mondo estetico, però è possibile smascherare qualche pericoloso utilizzo delle parole, smascherare falsità verbali ed iniziare qualche cauto movimento sulle sabbie mobili del linguaggio. Chi mi ha invitato, il dirigente scolastico Catalini, è dotato di un accorto coraggio, mi piace corrispondere con arte ad arte. Inoltre i docenti sono sempre eroici, al di là del loro personale valore, nonostante siano in balia di una miriade di norme e costrizioni, trovano ancora la forza di prendersi cura della conoscenza. Il mio sarà solo un ulteriore contributo, spero sorprendente e interessante, per le loro pregresse conoscenze.”







Un viaggio costante di conoscenza divenuto riferimento per importanti istituzioni teatrali internazionali. Gli allievi in nove mesi di attività riceveranno indicazioni pratiche e teoriche su aspetti quali: corretta dizione italiana, impostazione e dinamica verbale, lettura espressiva, recitazione in versi, dinamiche corporee, composizione e operazioni testuali, regia, azione verbale e musica, scrittura poetica, scrittura scenica, ecc. Inoltre gli allievi potranno partecipare all’applicazione del linguaggio espressivo in altri ambiti scientifici con la classe di Ingegneria Umanistica.





Dopodiché subito una “provocazione” come l’ha definita il Sindaco Giuseppe Fabbroni, una provocazione completamente fuori dalla logica illogica del presente tutto concentrato sulla relazione bellica: Vena Picena, un nucleo di città che liquida il concetto di pena, liquida il concetto stesso di città ideale, diventa prototipo concretissimo di comunità in cui il delitto si sposta in orto di difesa pubblica per rigenerarsi dentro una corona di conoscenza. Gentile lettore, questa precedente definizione non si capisce? Niente paura, non avrebbe capito nemmeno se fosse stato presente, l’ importante per il repertorio della nuova estetica non è capire ma avvicinarsi, cercare di trattare la nuova materia come hanno fatto Maurizio Boldrini direttore delle operazioni visionarie, l’architetto Giuseppe Bocci memoria delle ardite visioni architettoniche classiche e la sua giovane e lungimirante collaboratrice architettonica Hatice Dilara Ertürk che ha sviluppato in 3d Vena Picena, Luca Paletti che ha tessuto la trama filosofica tra strumenti e perimetri di questa città capace di generare altre città tutte diverse e che non hanno bisogno di piano regolatore. Lorenzo Vecchioni e Paolo Aceti hanno sintetizzato con un’unica scena che vale un’opera, completa anche di scenografia di margherite mentali, l’ intera opera dell’ orto a difesa pubblica che ha segnato per espansione l’ideazione della città. Per disimpegno due pagine da Pinocchio lette da Elisabetta Moriconi e Serenella Marano danno la nuova misura estetica della lettura per il prossimo futuro, chi non ne prenderà atto sarà definitivamente confinato nel pressappochismo rappresentativo. A seguire una notazione telegramma di Boldrini ha segnalato due nomi e due diverse firme/tratti che fanno e faranno da estremi di una parabola d’arte che definisce e detta gli attributi dell’ arte esemplare del millennio: Mariano Prosperi e Giuseppe Teobaldelli. Qui ci si poteva fermare, invece dopo pausa arriva il bello, come se prima niente fosse stato. Qua e là telegrammi filosofici e didascalici di Luca Paletti e Marco Frontalini a tagliare l’aria e minare la percezione. Michele Branda con acume, precisione chirurgica detta come Misurare l’invisibile, è il suo un viaggio per comparazione che fa vedere chiarissime le differenze tra un’ arte virtuosa e indiscutibile e un’ arte finita, completa, sensazionale. Gli esempi trattati sono: Mina, Uto Ughi, Carmelo Bene, Vittorio Gassmann, Mia Martini. Segue Prendile tracciato poetico di Paola Marconi e Elisabetta Moriconi su partitura verbale di Maurizio Boldrini interpretata dalla voci di Beatrice Bellabarba, Serenella Marano, Monica Scalcon che hanno semplicemente segnato nitido il segno acustico di cosa sia oggi il primato dell’assoluto in forma di voce. Per finire Elisabetta Moriconi ha dettato in Combinato disposto le direttive ministeriali per il prossimo millennio. Chi vivrà vedrà, e se non vedrà peggio per lui e meglio per le prossime generazioni, forse, parola del Minimo Teatro, presidente Federico Boldrini, direttore artistico Maurizio Boldrini, direttore tecnico Euro Morresi, datore tecnico Teatro di Caldarola Giorgio Roselli. L’esposizione prosegue giovedì 3, dalle ore 18.00 alle 24.00 (con pausa cena) al Teatro delle Logge di Montecosaro con un seguito di programma altrettanto ricco e avveniristico. L’ingresso è libero per tutti gli artificieri della conoscenza.