IL MINIMO TEATRO SEMPRE ‘OLTRE’

Dopo Carmelo Bene il “teatro” ha fatto finta di niente e continua a sfaccendare in prose e commedie. Unica eccezione è il Minimo Teatro diretto da Maurizio Boldrini, da sempre fuori sistema, libero, quindi condannato alla progressione costante della ricerca che dal linguaggio teatrale è sconfinata in medicina, architettura, politica, filosofia. Applicando i criteri più avveniristici del linguaggio ha inventato un edificio mai prima pensato, un nucleo di città capace di generare città tutte differenti senza necessità di piano regolatore, ha superato il concetto di pena inventando l’ orto a difesa pubblica, ha superato le tradizionali tappe del protocollo medico, e tante altre cose che sarebbe troppo lungo elencare. Tutte cose comunque che non interessano a nessuno in questa società ormai composta pressoché totalmente da analfabeti acculturati. Però la Scuola del Minimo e la Classe di Ingegneria Umanistica continuano la manifestare segnali. Domenica 5 luglio alle ore 21.00 presso il Minimo Teatro ci sarà: “Oltre (il limite di Carmelo Bene) (l’Ingegneria) a seguire”. Il sottotitolo riporta “propaganda del repertorio di estetica”. Paolo Aceti, Michele Branda, Diego Ciarrocchi, Serenella Marano, Stefania Mazza, Fabiola Nalli, Giovanni Persichini, Patrick Pieralisi, Lorenzo Vecchioni con la conduzione di Boldrini hanno realizzato una sorta di registro delle progressione delle ricerche che sono l’esito più reale delle indicazioni di Bene e degli artisti più “visionari” del secolo scorso. Come preludio ci sarà la presentazione di due capolavori di Mariano Prosperi e Giuseppe Teobaldelli. Per accedere alla serata basterà aderire come sostenitore al Club Amici del Minimo Teatro, le adesioni si possono richiedere al 347 1054651.

!! ADESIONI CLUB AMICI DEL MINIMO TEATRO 2026/2027 !!!


Essere Amici del Minimo Teatro significa custodire il fuoco di un’arte capace di trasmettere poesia e far affiorare la poesia che è in ogni persona: un lusso necessario che dura da quarantaquattro anni.
Gli Amici aderiscono annualmente al Club Amici del Minimo Teatro versando una quota per contribuire praticamente alla prosecuzione delle attività del Minimo Teatro diretto da Maurizio Boldrini.
Con il versamento della quota contributiva annuale l’Amico riceverà la tessera del Club, sarà informato costantemente sulle iniziative, sarà gradito ospite in lezioni, prove, spettacoli.
In base alle disponibilità personali sono previste diverse quote contributive:
€ 50 Annuale contributore semplice
€ 100 Annuale contributore più
€ 300 Annuale contributore speciale (anche questa è una quota contributiva personale ma è consigliata anche per ditte, perché potranno essere menzionate con logo nei canali informativi telematici).
Per il versamento forniamo gli estremi del cc bancario intestato a Maurizio Boldrini presso Bper Banca, Filiale di Sforzacosta di Macerata
IBAN: IT04N0538713406000042045002
A seguito del versamento, nel quale sarà sufficiente specificare “Amici del Minimo Teatro”, sarà nostra cura contattarvi.
Un saluto da
Serenella Marano 380 3507650
Associazione Amici e Allievi Minimo Teatro

#teatro #minimoteatro #maurizioboldrin

Addio a Maria Carla Romiti

Cara Maria Carla,

cara amica e maestra, ora sei nel testo/bara, nel contenitore, ed io qui in quest’altro Minimo testo che provo ancora una corrispondenza con te attraverso l’amica scrittura che tu mi facesti conoscere, con la tua complice amica del cuore Oriana. Fu da subito una affettiva associazione a delinquere nei confronti del consueto, del mansueto parlare per parlare, del prevedibile accasamento testuale. Tu eri il vulcano, l’esuberanza fenomenale, Oriana cercava di arginare e dare compostezza ai rivoli, ai lapilli, al magma, sembrava che lei fosse la ragioniera di te artificiera, in pratica però non si è mai saputo dove finisse la sovversione dell’una e iniziasse l’ingegneria dell’altra. Era un continuo scarto, un moto continuo, una passeggiata con l’amato gioco della parola, non quella per fare le poesie, bensì Poesia, quel fare colto, ludico, scientifico che mette in comunione. In questo gioco, serio come tutti i giochi, per te Maria Carla non esistevano persone capaci o incapaci, ma solo semplicemente persone, con le quali essere in relazione, lì dove ci trovavamo: uno spettacolo, un colloquio, una cena, un incontro per strada, una lezione, un laboratorio, una protesta, sono state sempre una variazione tonale sullo stesso tema: vivere da persone libere, più semplicemente vivere da persone. Eri colta Maria Carla, di quella cultura che dall’anima affiora su tutta la geografia del corpo. Adesso che ci penso non ho mai avuto il tempo di studiare il tuo piano di studi, mi accorgo che in definitiva so poco del tuo percorso giovanile, se non che anche tu hai avuto l’ accortezza, altri dicono la fortuna, di incontrare maestri importanti, come importanti sono tutti i veri maestri. Ne so poco di questo, perché, diversamente da me, tu non eri una passatista, il tuo passato non era un fardello ma un viatico, e quindi non c’è stato modo di trastullarci con nostalgie perché tu eri, e senza volerlo imponevi, la presenza, quella immediata, senza filtri. Avevi sempre un incoraggiamento e una parola gentile, mai attaccavi su eventuali cadute.
E poi la cosa più importante, se facevi una considerazione su un verso detto o su uno spettacolo su una qualsiasi opera d’arte e d’ingegno non si trattava mai di essere d’accordo o in disaccordo, era solo involontaria materia di riflessione, di studio, “musica da viaggio” direbbe Pagnanelli. Senza di te e senza Oriana, io non solo non avrei potuto studiare tutti questi anni senza perdere il gusto dello studio in questa pattumiera mondiale, ma non avrei conosciuto altre persone, poeti, fondamentali per la mia vicenda e per la vicenda di tante persone che hanno operato con noi. L’elenco di queste persone capaci di emozionare altre persone è lungo come la strada percorsa, talvolta ci giriamo indietro perché ci sembra non scorgerli più, è solo momentanea nostalgia, perché girando il passo per proseguire li sentiamo che invece ci sorridono avanti, sono sempre 10 metri o dieci anni davanti a noi.
Adesso mi diresti: Maurizio bravo! Col tuo piglio altero e col sorriso che cede invece in dolcezza, e però aggiungeresti:
– magari se fossi stato un po’ meno retorico saresti stato meno accordato alla situazione bara testuale ma più essenziale rispetto alla mia assenza/essenza. È vero amica mia, ma l’ho fatto apposta, perché tu potessi giocare ancora una volta con gli scarti delle parole che ci scappano di qua e dall’aldilà.

E allora per dirla telegraficamente ispirandomi al tuo amato Derrida:
la memoria è polvere innamorata, ciò che resta del tuo fuoco è su noi che abbiamo avuto il privilegio di conoscerti, la tua polvere innamorata è su noi, un po’ se la porti il vento e si posi su altri per spargere conoscenza.

Ciao bella!

Maurizio Boldrini e i tuoi compagni e le tue compagne di giochi.

Radio Aut Marche: presentato il libro a 50 anni dalla fondazione

 

Intenso e partecipato incontro quello di sabato pomeriggio in cui, a Monte San Pietrangeli, è stato presentato il libro “Radio Aut Marche: una, cento, mille voci” (edito da Andrea Livi), a cura di Fabio Guardabassi, figlio dello storico fondatore e giornalista Giancarlo Guardabassi.

Dopo un video messaggio di Neri Marcorè, ex collaboratore della radio e oggi noto attore e performer televisivo, proprio Fabio Guardabassi ha ricordato come Radio Aut era conosciuta dal mare alla montagna: “Qualsiasi bar aveva Radio Aut accesa, specie le lavoratrici domestiche alle quali facevamo compagnia e che ci ringraziavano quando ci incontravano”.

Veronica Luciani, figlia di Rosanna, cofondatrice con Guardabassi della storica Radio ha ricordato: “La radio è nata nella stanza a fianco alla mia cameretta, una ex cucina dismessa. Poi sono diventata speaker e il bello è che non c’era un copione, non recitavamo, ma eravamo noi stessi, trasparenti, e di questo il pubblico ci dava atto”.

Altra Speaker storica, Michela Miconi, ha raccontato il modo rocambolesco con cui ha cominciato a collaborare con Radio Aut. “Amavo cantare, sin da piccolina, e ad un “GG show” (lo spettacolo canoro ideato proprio da Guardabassi che vide protagonista anche un giovanissimo con Neri Marcorè), volevo cantare il brano “Tanti auguri” della Carrà. Avevo 11 anni ed era un autentico fuori programma: Giancarlo, che non conoscevo, era titubante ma poi dietro la mia insistenza mi fece salire sul palco. Alla fine rimase colpito dalla mia voce e dalla mia verve recitativa e così entrai in radio anche io come speaker. Quella Radio aveva un autentico ruolo sociale: ricevevamo telefonate private, fuori onda, per ringraziarci: un vero lavoro psicologico. Un aneddoto su Giancarlo: era estremamente esigente, non tollerava errori specie ad inizio e fine trasmissione, era un maniaco della puntualità. Ho visto spesso speaker ripresi bruscamente se tardavano o non rispettavano gli orari”.

Manlia Sollini, altra collaboratrice della Radio ha portato la sua testimonianza: “passavo tanto tempo alla radio, tanto che ha ritardato di un anno la laurea. Seguivo le dediche, spesso usate per scherzi da ragazzi, poi radiogiornali anche da casa, dopo sposata, al telefono mentre badavo al bimbo piccolo”.

Ha concluso la serata Maurizio Boldrini, oggi attore affermato, regista e direttore del Minimo Teatro, ed ex collaboratore anche lui di Radio Aut. Con Boldrini il gran finale: un mini notturno improvvisato con tanto di telefonate del pubblico presente in sala.

Durante la serata Fabio Guardabassi e il collaboratore Claudio Luchetti, altro storico speaker della Radio, hanno annunciato la digitalizzazione e pubblicazione di tutto il materiale analogico conservato negli archivi. Una bellissima notizia per tutto il territorio fermano, ma anche per la stessa storia della radio italiana.