Radio Aut Marche: presentato il libro a 50 anni dalla fondazione

 

Intenso e partecipato incontro quello di sabato pomeriggio in cui, a Monte San Pietrangeli, è stato presentato il libro “Radio Aut Marche: una, cento, mille voci” (edito da Andrea Livi), a cura di Fabio Guardabassi, figlio dello storico fondatore e giornalista Giancarlo Guardabassi.

Dopo un video messaggio di Neri Marcorè, ex collaboratore della radio e oggi noto attore e performer televisivo, proprio Fabio Guardabassi ha ricordato come Radio Aut era conosciuta dal mare alla montagna: “Qualsiasi bar aveva Radio Aut accesa, specie le lavoratrici domestiche alle quali facevamo compagnia e che ci ringraziavano quando ci incontravano”.

Veronica Luciani, figlia di Rosanna, cofondatrice con Guardabassi della storica Radio ha ricordato: “La radio è nata nella stanza a fianco alla mia cameretta, una ex cucina dismessa. Poi sono diventata speaker e il bello è che non c’era un copione, non recitavamo, ma eravamo noi stessi, trasparenti, e di questo il pubblico ci dava atto”.

Altra Speaker storica, Michela Miconi, ha raccontato il modo rocambolesco con cui ha cominciato a collaborare con Radio Aut. “Amavo cantare, sin da piccolina, e ad un “GG show” (lo spettacolo canoro ideato proprio da Guardabassi che vide protagonista anche un giovanissimo con Neri Marcorè), volevo cantare il brano “Tanti auguri” della Carrà. Avevo 11 anni ed era un autentico fuori programma: Giancarlo, che non conoscevo, era titubante ma poi dietro la mia insistenza mi fece salire sul palco. Alla fine rimase colpito dalla mia voce e dalla mia verve recitativa e così entrai in radio anche io come speaker. Quella Radio aveva un autentico ruolo sociale: ricevevamo telefonate private, fuori onda, per ringraziarci: un vero lavoro psicologico. Un aneddoto su Giancarlo: era estremamente esigente, non tollerava errori specie ad inizio e fine trasmissione, era un maniaco della puntualità. Ho visto spesso speaker ripresi bruscamente se tardavano o non rispettavano gli orari”.

Manlia Sollini, altra collaboratrice della Radio ha portato la sua testimonianza: “passavo tanto tempo alla radio, tanto che ha ritardato di un anno la laurea. Seguivo le dediche, spesso usate per scherzi da ragazzi, poi radiogiornali anche da casa, dopo sposata, al telefono mentre badavo al bimbo piccolo”.

Ha concluso la serata Maurizio Boldrini, oggi attore affermato, regista e direttore del Minimo Teatro, ed ex collaboratore anche lui di Radio Aut. Con Boldrini il gran finale: un mini notturno improvvisato con tanto di telefonate del pubblico presente in sala.

Durante la serata Fabio Guardabassi e il collaboratore Claudio Luchetti, altro storico speaker della Radio, hanno annunciato la digitalizzazione e pubblicazione di tutto il materiale analogico conservato negli archivi. Una bellissima notizia per tutto il territorio fermano, ma anche per la stessa storia della radio italiana.