Da Carmelo Bene a Maurizio Boldrini, tre lezioni sul superamento del teatro

MACERATA – “Poesia Capitale”, opera del Minimo Teatro, è innovazione dell’arte scenica, compendio e superamento delle più interessanti estetiche del Novecento. La ricchezza dell’opera obbliga sviluppi e suggerisce cambi direzionali nel processo drammaturgico. Lo spettacolo presentato a Roma il 2 luglio 2023 nella registrazione audiovisiva realizzata dal fotografo Luciano Serini e la registrazione fine secolo di “In-vulnerabilità d’Achille” di Carmelo Bene costituiranno l’ossatura di tre lezioni dal titolo emblematico: “Da/A: il superamento parabolico del genere teatrale” che il Minimo proporrà nei giorni 27/28/29 dicembre. Con il supporto di materiali audiovisivi sono analizzate alcune invenzioni di Carmelo Bene rese appunto compendio nella testimonianza finale del suo processo artistico “In-vulnerabilità d’Achille”. In comparazione “Poesia Capitale” del Minimo Teatro è sintesi esemplare di continuazione e deviazione estetica. “Da/a” è congiunzione in forma parabolica. Nel mentre, per un quarto di secolo, contesto e operatori restano di/nel genere. Le tre lezioni potranno essere seguite anche in collegamento telematico.
Chi desiderasse partecipare dal vivo o in diretta digitale scriva a minimoteatro@yahoo.it entro il 15 dicembre e così riceverà informazioni per l’adesione. Le lezioni dal vivo si terranno presso il Minimo Teatro in via Borgo Sforzacosta 275, tel. 347 1054651.

41° Anno della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro

MACERATA – C’è un manifesto che annualmente, da quattro decenni all’inizio dell’autunno appare affisso in tanti comuni del territorio regionale, è modesto e severo nel suo carattere nero su bianco, c’è scritto: Minimo Teatro, Scuola di Dizione Lettura e Recitazione.

Nessuna immagine, niente ridicole maschere, niente mediocri ammiccamenti, niente faciloneria estetica, solo la scrittura per informare che è il momento di iniziare l’ennesimo viaggio verso la poesia, eterna primavera da far affiorare e che ogni essere custodisce in sé, spesso a propria insaputa. Da sempre è diretta da Maurizio Boldrini, un artista che detta regolarmente le norme più innovative del linguaggio teatrale stando da sempre fuori dal cosiddetto “sistema teatrale”.

Per il 41° anno di corso che inizia a novembre saranno attivate diverse classi di allievi: i bambini si potranno avvicinare alla poesia, non con filastrocche e favolette, bensì con quel vertice della scrittura esemplificato dal poeta Giovanni Prosperi, al quale è intitolata la classe; per i giovani c’è invece la classe “Pier Paolo Pasolini”, così chiamata proprio perché i partecipanti potranno conoscere e interpretare l’opera di uno dei più grandi poeti ed intellettuali del secolo scorso, imprescindibile per comprendere le vicende contemporanee; e poi c’è la classe “Carmelo Bene” per adulti, in cui si potranno studiare e praticare gli strumenti fondamentali della più alta arte in scena.Maurizio Boldrini Minimo Teatro 1

Le tre classi, diversificate per metodologica e tematica, prevedono però lo studio di interessi basici comuni: corretta dizione, fonetica, lettura espressiva, recitazione in versi, dinamiche dell’azione scenica, musica e azione verbale, drammaturgia, montaggio registico, ecc. Ci saranno lezioni settimanali a piccoli gruppi, lezioni individuali per perfezionare ulteriormente la didattica, due laboratori integrativi: uno filmico e l’altro di composizione poetica.

Inoltre è attivata la classe speciale di Ingegneria Umanistica che per quest’anno avrà come oggetto di studio e di pratica la forma più innovativa di rapporto tra voce attorica e musica dal vivo, con la conduzione di Maurizio Boldrini e del musicista e cantautore Lucio Matricardi.

Tutte le classi sono aperte, nel senso che un allievo iscritto, oltre che alla frequenza nella propria classe, ha diritto di assistere anche alle operazioni compiute nelle altre classi.

Per le informazioni e le iscrizioni: Minimo Teatro, borgo Sforzacosta 275, Sforzacosta di Macerata, telefono 347 1054651.

#LeadershipForum al Teatro Arcimboldi

Il 25 e 26 ottobre, presso il Teatro Arcimboldi di Milano, è stato organizzato il #LeadershipForum sotto la regia di Performance Strategies diretto da Marcello Mancini e Sara Pagnanelli. Maurizio Boldrini del Minimo Teatro ha interpretato brani tratti da Pericle, Oriana Fallaci, Martin Luther King, Winston Churchill e Mahatma Gandhi e ha letto una pagina-dedica di Sara Pagnanelli. Le foto sono state realizzate da Massimo Zanconi.

#performancestrategies #LeadershipForum #teatroarcimboldi #milano

E Frank? Frank non è venuto

MACERATA – “E Frank? Frank non è venuto” è il primo breve dialogo all’inizio di “C’era una volta il West” di Sergio Leone che è diventato il titolo del primo irriproducibile spietato western all’italiana andato in scena sabato al Minimo Teatro per l’interpretazione di Jury Peretti e la regia di Maurizio Boldrini. E’ l’invenzione di una nuova comicità definita parabolica in cui si ride poco e quel che si ride è comunque sempre troppo. E’ una comicità estremamente sintetica che taglia lo svolgimento e collega appunto con parabola l’inizio e la fine delle vicende colpendo le diverse forme del più deprecabile dei peccati: l’omissione. Un esempio tratto dall’ inizio dello spettacolo: un vecchio al tavolino di un bar dice ad un altro vecchio: “Andiamo al cinema?” E l’altro (entrambi interpretati dallo stesso attore): “No, non mi piacciono i pop corn”. Ecco che si prendono inizio: un desiderio di vedere un film, e il fine dei film d’oggi, far vendere i prodotti della multisala , li si collega con battuta parabolica e che così diventa una denuncia dell’omissione e dell’ inconsistenza dell’attuale cinematografia. Così facendo, nella breve durata di trenta minuti sono stati “giustiziati” comportamenti di gente comune e quelli di personaggi pubblici che hanno l’aggravante di influenzare sensi e luoghi comuni. Dopo di questo avanspettacolo il direttore Maurizio Boldrini ha presentato la visione della video registrazione del fotografo Luciano Serini delle spettacolo “Poesia Capitale” realizzato dal Minimo Teatro a Roma li scorso luglio. È semplicemente un capolavoro che detta i criteri di un arte teatrale compendio e al tempo stesso superamento delle indicazioni magistrali dei massimi operatori d’arte del XX secolo.

POESIA CAPITALE CON AVANSPETTACOLO AL MINIMO TEATRO

Macerata – Sabato 7 alle ore 21.00 al Minimo Teatro (Borgo Sforzacosta 275) sarà trasmessa la videoregistrazione realizzata dal fotografo Luciano Serini dello spettacolo “Poesia Capitale” che il Minimo ha portato in scena a Roma lo scorso luglio con il patrocinio del Comune di Macerata.

Sarà occasione quindi per coloro che non hanno potuto partecipare alla trasferta romana di capacitarsi su uno spettacolo che segna una tappa importante per la vicenda artistica del Minimo e pietra miliare anche per il futuro dell’estetica. “Poesia Capitale” in omaggio a Pier Paolo Pasolini, Carmelo Bene, Emilio Villa, Giovanni Prosperi vede in scena: Maurizio Angeletti, Francesca Cipriani, Fulvia Criscuoli, Giuseppe Faggiolati, Gianmarco Giorgi, Serenella Marano, Elisa Patrizi, Brigida Pelagatti, Monica Scalcon, Manuela Tesei per la regia di Maurizio Boldrini, che al termine condurrà un colloquio con gli spettatori. La videoregistrazione sarà preceduta da un altro evento, in avanspettacolo sarà proposto il primo “irriproducibile spietato wester all’italiana” da titolo”: “E Frank? Frank non è venuto” che vedrà in scena Jury Peretti nel primo esempio assoluto di comicità parabolica inventata da Maurizio Boldrini che cura la regia. Allievi e amici del Minimo Teatro potranno accedere liberamente, in considerazione del numero limitato di posti è d’obbligo la prenotazione con messaggio telefonico al 347 1054651.

INIZIA L’INGEGNERIA UMANISTICA DI MUSICA E VOCE

MACERATA – Mercoledì 4 alle ore 20.30 al Minimo Teatro (borgo Sforzacosta 275, tel. 347 1054651) inizia il il corso della classe di Ingegneria Umanistica. Il tema operativo che coinvolgerà gli allievi da ottobre 2023 a giugno 2024 è “Voce recitante e musica dal vivo” condotto dal direttore Maurizio Boldrini insieme al musicista Lucio Matricardi.   Sarà sperimentata una nuovissima prospettiva sul “come” la voce possa muovere nelle stanze sonore create dalla musica e risulterà interessante sia per gli interpreti vocali che per i musicisti.

Dott. Boldrini solitamente l’Ingegneria Umanistica applica il linguaggio teatrale ad altre discipline scientifiche, come mai quest’anno si è scelto il rapporto voce/musica?
Perché ciò che personalmente ho sperimentato in un recente spettacolo su Leopardi con il musicista Lucio Matricardi comporta una prospettiva innovativa, se opportunamente equilibrata implicherà un cambio di direzione dell’atto creativo artistico. Intuisco che potrà iniziare nuova estetica.
Non è troppo ardita la prospettiva?
Sì, se si considera che, a parte la quarantennale esperienza del Minimo, il rapporto voce recitante e musica è solitamente praticato in modo grossolano. Non lo è per me perché nel corso degli anni ho avuto la fortuna di lavorare con grandi musicisti, ricavando preziose indicazioni che opportunamente combinate mi hanno permesso di giungere a soluzioni innovative.
Chi sarà l’allievo ideale?
Il gioco tra voce e musica sarà “trapezistico”, si tratterà di prendersi al volo, solo che le due stanze sonore saranno mobili. Ma niente paura perché chi manterrà la modestia e l’attenzione giusta potrà spiccare il volo, senza rischio di cadere nell’estetica corriva e corrente.

L’INGEGNERIA UMANISTICA APPLICATA A VOCE E MUSICA

 

MACERATA – Il Minimo Teatro presenta mercoledì 13 alle ore 20.30 il nuovo oggetto di studio della classe di Ingegneria Umanistica. Presso la sede di borgo Sforzacosta 275,  Maurizio Boldrini entrerà nel dettaglio del tema scelto per l’anno di corso che inizierà ad ottobre: voce recitante e musica dal vivo.  Tale rapporto nel corso di decenni ha distinto il Minimo Teatro con realizzazioni memorabili e imprescindibili per l’arte scenica. La recente e rinnovata collaborazione di Boldrini con il musicista Lucio Matricardi (a Visso con il recital La voce di Giacomo Leopardi)  ha aperto una nuovissima prospettiva sul “come” la voce possa muovere nelle stanze sonore create dalla musica. La combinata d’arte Boldrini/Matricardi sarà apripista di un nuovo e inesplorato panorama che conterrà interrogativi e risposte per i sensi estetici delle arti. Sarà un percorso non solo a beneficio di interpreti vocali, anche i musicisti potranno confrontarsi con dinamiche che certo non possono trovare nei conservatori, ma anche tutti coloro che sono stanchi delle stupide rumoristiche propinate nel quotidiano potranno trovare un diverso senso del suono, della parola, della voce. La serata di presentazione, liberamente aperta ad allievi e pubblico, sarà particolarmente densa perché in apertura ci sarà la videoproiezione di alcuni frammenti dell’ultimo lavoro della classe di Ingegneria Umanistica fatto a Roma all’inizio di luglio: Poesia Capitale. Il documentario è stato realizzato dal fotografo Luciano Serini ed è un’ottima documentazione di un capolavoro che segna un’arte combinatoria derivata da quel quarantennale moto controcorrente che si chiama Minimo Teatro.

Vola alta la voce di un immenso Leopardi attraverso l’arte immensa di Boldrini e Matricardi

VISSO (MC) – Dall’alto del Castel San Giovanni di Visso, torre che ha resistito intatta al terremoto, vola alta la voce di un immenso Giacomo Leopardi attraverso l’arte immensa di Maurizio Boldrini e Lucio Matricardi. Questa maestosa congiunzione delle maestrie è un capolavoro nel senso che apre a molteplici prossime interrogazioni:  per esempio, sulla dinamica combinatoria tra testo poetico, voce e musica; ghigliottinati di laringe i luoghi comuni leopardiani obbliga a una seria riscrittura delle teorie derivati dai testi del poeta. Però la cosa di cui si dovrà prendere atto con urgenza per un avveduto studio dell’estetica contemporanea è che,  dopo Carmelo Bene, quella di Boldrini è l’unica pratica che comporta una attenta rimodulazione del processo creativo. Ciò che prima era fine, il corpo poetico redivivo, ora è strumento di una sorta di reazione a catena che destabilizza totalmente non solo i consueti criteri di identificazione autoriale, ma anche, semplicemente, il dove posare occhio e orecchio per visione e ascolto. Insomma è un maremoto in altura, più film che girano in simultanea nel cervello.  Leopardi surclassa il suo cosiddetto pessimismo cosmico con un minuto infinito di tango con l’universo, ironizza la luna, finalmente, con la modestia visionaria del pastore errante, raggiunge Silvia e Nerina nelle stanze sospese del pensiero fatte di musica e voce, e le rende vive, carezzate di grazia inaudita. Insomma, mai ascoltato un Leopardi così vivo, così semplice, così contemporaneo e quindi finalmente onorato nell’essere classico. L’acustica è stata curata perfettamente dal fonico Euro Morresi. Il merito per la realizzazione di questo dono va principalmente a Antonio Perticarini, Venanzina Capuzi, Maura Antonini, responsabili delle Associazioni Spazio Cultura e Visso d’Arte, enti organizzatori con il patrocinio del Comune. In presentazione Perticarini ha detto che lo spettacolo è un evento unico pensato dal Minimo Teatro  per L’Infinito Festival. E’ necessario fare in modo ci sia un seguito, non solo per la bellezza autentica dello spettacolo, ma specialmente  perché è un saggio scritto a voce e a musica, obbligatorio per l’esame e il progresso delle arti. Non può essere che una cosa così importante, rimanga custodita solo nell’anima degli spettatori convenuti su a Visso, che comunque già è molto.

Maurizio Boldrini, ‘La voce di Giacomo Leopardi’. Per restituire un po’ della grazia ricevuta

BOLDRINI A VISSO CON LEOPARDI
VISSO (MC) – Nell’ambito della tre giorni (28/29/30 luglio) dell’Infinito Festival, le Associazioni Visso d’arte e Spazio cultura, con il patrocinio del Comune e del Parco nazionale dei Monti Sibillini, propongono “La voce di Giacomo Leopardi” che dalle ore 18.30 di sabato 29 risuonerà dall’alto della Rocca Castel San Giovanni. Maurizio Boldrini, maggiore interprete leopardiano, darà corpo vocale ai Canti e ad alcuni Pensieri, con musiche dal vivo di Lucio Matricardi, cantautore e musicista di gran pregio. La combinazione operativa tra i due amici artisti produsse, tra l’altro, la memorabile concertazione “Leopardinfinito” per le Celebrazioni Leopardiane del 2011. Il Minimo Teatro non fa repliche, quindi anche in questa occasione sarà un evento nuovo ed unico ideato per il luogo e la situazione relazionale.
Alcune domande a Boldrini. Cosa ci riserva “La voce di Giacomo leopardi” in questa occasione di Visso?
Dopo tanti anni di studio interpretativo, di manifestazioni in pubblico della musicalità poetica di Giacomo Leopardi, in questa occasione voglio andare in ferie anche da me stesso, sarà, semplicemente, un’ora franca tra i corpi sonori di tre artisti: Giacomo, Maurizio e Lucio.
Quindi non sarà un recital che conforta il già conosciuto.
La poesia non conforta, è una costante rivoluzione che non muove masse, mette in movimento la corrispondenza tra artefici a beneficio di qualche seme di umanità. Nel caso specifico di questo recital ho accettato alcune proposte “ardite” dell’amico musicista, che rilanciano rispetto al mio collaudato approccio e mi obbligano a cercare un nuovo equilibrio interpretativo. Insomma, nuova linfa per continuare la ricerca.
Quanto è importante per lei questo appuntamento?
Già l’ho detto agli  organizzatori che hanno avuto la gentilezza e anche l’accortezza di invitarmi e qui lo ripeto. Per me è un recital importantissimo. Durante la fanciullezza proprio tra Muccia e Visso si formano i miei affetti e la mia immaginazione, sabato proverò a restituire un po’ della grazia ricevuta. E poi a Visso ho condotto laboratori memorabili, una volta teatralizzammo il paese con i ragazzi della scuola media che impazzivano di gioia leggendo le loro poesie per le vie, salendo a turno in auto con me e sul tettuccio avevo sistemato un altoparlante. Festa, divertimento, relazione, conoscenza perfettamente coniugati.
Quali sono oggi i luoghi della poesia?
Faccio fatica a indicarli, intanto le poesie stesse sono sempre più prive di poesia, spesso composte da vanitosi pataccari che s’imbellettano di parole e trucchi; nei film è girata e rigirata bene solo l’idiozia. Il calcio, addirittura il ciclismo, oramai sono totalmente privi di poesia, il “Rombo di tuono”, l’inaudito “campionissimo” che diventa possibile, un tempo potevano essere in pubblico. Oggi la dimensione poetica esiste unicamente in rare relazioni private. Inutile, lo spazio poetico è minimo in una società ormai tatuata anche nel cervello. I bambini muoiono affogati nel Mediterraneo, di che poesia vogliamo parlare!?
E Leopardi? 
Il mio è un minimo, ostinato tentativo di sottrarlo al mercimonio almeno per un’ora, ma tanto è un tentativo a perdere, stamane su un giornale leggevo della colonna di mamme che sotto al sole portavano i figlioletti al provino per fare l’ennesimo filmetto sul poeta. Ma di che poesia, di che Leopardi, vogliamo parlare!? “Né mi dicea il cor che sarei dannato a consumare in questo natio borgo selvaggio, intra una gente … etc etc”.
Domenica 30 luglio vi si esibirà Marco Santini in “Musiche dall’Infinito”, violinista e compositore di una musica contaminata dalla classica, alla world music, al jazz e all’improvvisazione.
Venerdì 28 luglio presso i giardini del Laghetto a Visso si svolgerà un incontro con Hacca edizioni e la Sibillini Summer School con la presentazione di studi realizzati durante le giornate di lavoro dei giovani studenti che hanno a cuore il territorio dei Sibillini e che, affiancati da professionisti esperti e qualificati, hanno approfondito tematiche legate a servizi, cultura e innovazione, la “nuova frontiera” dell’occupazione giovanile.