Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro, anno 43

MACERATA – C’è un unico posto al mondo in cui il linguaggio teatrale, nel corso di oltre quattro decenni, è riuscito a fornire indicazioni anche in altri ambiti: architettura, medicina, antropologia, filosofia.

Nella periferia della periferia, a Sforzacosta di Macerata, c’è il Minimo Teatro con la sua storica e resistente etichetta di Scuola di Dizione Lettura e Recitazione, che è rassicurante per chi si avvicina agli strumenti d’espressione personale.

L’etichetta, rimasta così negli anni per tradizione, cela in realtà una rivoluzione, non solo del modo di intendere la recitazione, essa coincide con una pratica che costantemente si rinnova e investe criteri della percezione, della relazione, dell’estetica.

Per la quarantatreesima volta sono aperte le iscrizioni alla Scuola di Dizione Lettura e Recitazione diretta da Maurizio Boldrini.

L’ impostazione base rimane la stessa da sempre, lezioni a piccoli gruppi in orari variabili che assecondano le esigenze degli allievi, lezioni individuali, laboratori integrativi, però il programma muta ogni anno in base alle nuove ricerche sperimentate negli anni precedenti.

boldrUn viaggio costante di conoscenza divenuto riferimento per importanti istituzioni teatrali internazionali. Gli allievi in nove mesi di attività riceveranno indicazioni pratiche e teoriche su aspetti quali: corretta dizione italiana, impostazione e dinamica verbale, lettura espressiva, recitazione in versi, dinamiche corporee, composizione e operazioni testuali, regia, azione verbale e musica, scrittura poetica, scrittura scenica, ecc. Inoltre gli allievi potranno partecipare all’applicazione del linguaggio espressivo in altri ambiti scientifici con la classe di Ingegneria Umanistica.

Al termine dell’ attività, prevista per giugno 2026, ci saranno studi scenici dimostrativi delle competenze acquisite. Informazioni ed iscrizioni: Minimo Teatro, borgo Sforzacosta 275, Macerata, tel. 347 1054651.

Macerata, inizia Ingegneria Umanistica

MACERATA – Il primo ottobre alle ore 15.30 iniziano gli incontri del nuovo anno di studio dell’ Ingegneria Umanistica disciplina inventata nel 2003 da Maurizio Boldrini direttore del Minimo Teatro per coniugare le ricerche del linguaggio teatrale ad altri ambiti operativi con l’intenzione di superare divisioni settoriali specialistiche.

Lo scorso anno la Classe dell’Ingegneria Umanistica ha elaborato un “Repertorio della nuova estetica” che in fase finale è stato presentato nei teatri di Caldarola e Montecosaro.

Nel nuovo anno di corso che è all’ inizio la classe si applicherà alla “Propaganda della nuova estetica”.

Il termine “propaganda” sarà affrancato dal suo senso negativo e sperimentato nell’ etimo “propagare”: “piantare qualcosa in avanti”, “fare crescere”.

Il primo incontro è liberamente aperto al pubblico presso il Minimo Teatro in borgo Sforzacosta 275, tel 347 1054651, per chi non può in presenza è possibile su richiesta il collegamento telematico.

Minimo Teatro: a Cingoli l'Esposizione dell'Ingegneria Umanistica - Picchio  News - Il giornale tra la gente per la gente

Ingegneria Umanistica, Classe 2025/2026 – Aperte le iscrizioni

MACERATA –  Ingegneria Umanistica è la disciplina inventata nel 2003 da Maurizio Boldrini direttore del Minimo Teatro per coniugare le ricerche del linguaggio teatrale ad altri ambiti operativi con l’intenzione di superare divisioni settoriali specialistiche.

Nel corso di un ventennio ci sono state indicazioni ed effetti in medicina, architettura, antropologia, filosofia. Lo scorso anno la Classe dell’Ingegneria Umanistica formata da otto operatori diretti da Boldrini è pervenuta all’elaborazione del “Repertorio della nuova estetica” esposto in due intense giornate di luglio presso i teatri di Caldarola e Montecosaro.

Il “Repertorio” contiene addirittura prototipi “politici” come “L’ orto a difesa pubblica” e “Vena Picena”, nucleo di città capace di generare altre diverse città senza necessità di piano regolatore. Insomma, Ingegneria Umanistica è la lettura della tradizione per immaginare ed edificare il nuovo, inoltre è denuncia della deformazione contemporanea. La misura operativa è sempre dettata dai materiali del teatro fuori dalle ovvietà spacciate nei teatri.

Definito il “Repertorio della nuova estetica” la Classe dell’ Ingegneria Umanistica nel nuovo anno di corso 2025/2026 si applicherà alla “Propaganda della nuova estetica”.

Il termine “propaganda” sarà affrancato dal suo senso negativo, ripartiremo dall’etimo “propagare”: “piantare qualcosa in avanti”, “fare crescere”, sarà come sistemare canne perché le piante dei pomodori possano fruttificare al meglio, sarà anche una diffusione precisa come gli ex acquedotti romani, che portavano, oltre l’acqua, anche l’idea stessa dell’ingegno.

Coloro che desiderassero diventare allievi della classe di Ingegneria Umanistica prenderanno visione dei riassunti operativi del precedente anno di corso che possono essere richiesti al n. 347 1054651, numero utile anche per informazioni ed iscrizioni.

Inizio dell’attività: ottobre 2025; termine dell’attività giugno 2026.

Frequenza settimanale in presenza presso il Minimo Teatro o per via telematica.

Le meraviglie della Nuova Estetica

La seconda parte del repertorio della Nuova Estetica presentato al Teatro delle Logge di Montecosaro lo scorso giovedì 3 luglio (la prima parte è stata presentata martedì 1 al teatro di Caldarola) è, nello stile del Minimo Teatro, un vortice di segnali che spiazzano, sorprendono, disarmano, soprattutto mobilitano nuovi sensi delle arti. Per la memoria dei bambini Maria e Fiorella Quattrini e Ferdinando Bedini ammazzati da mitraglia aerea l’11 maggio del ‘44 co’ le saccoccette piene de veselli, interviene Fabrizio Quattrini su registrazione di Vi spiego alcune cose Neruda/Passarella/Boldrini. È un intervento incisivo in cui poesia e ricordo vertono in vibrante accusa di chi viola e assassina l’ innocenza. Jacopo Scipioni stempera appena con il Canto degli sfollati, una specie di preghiera appassionata, pur severa. A seguire Poesia Capitale, videoregistrazione integrale dello spettacolo che il Minimo Teatro presentò in Roma nel 2023 come traccia compendio di nomi, forme, sensi, dinamiche del linguaggio ex teatrale per questo millennio, repertorio che contemporaneamente rende omaggio e supera le estetiche pur innovative del Novecento. Come postfazione: un brevissimo filmato che il Minimo ha realizzato con il Contro Tempo Teatro Bolzano dal titolo Basolato in cui vengono dettate le nuovissime definizioni e funzioni degli operatori d’arte. Paolo Aceti del Minimo, Claudio Montresor e Flora Sarrubbo del Contro Tempo Teatro hanno rimarcato le implicazioni della ricerca estetica dei materiali proposti. Dopo la pausa per la cena Juri Peretti è stato protagonista di “E Frank? Frank non è venuto”, comica in cui c’è poco da ridere e quel che si ride è sempre troppo su testo e regia di Maurizio Boldrini. È l’ invenzione della comicità parabolica, in cui gli spettatori o sono in grado rapidamente di collegare i punti della parabola o non hanno scampo nella comprensione. Al termine Boldrini invita sul palco Riccardo Catalini suo ex allievo per un fuori programma improvvisato insieme a Juri Peretti, ne nasce una nuova scena per Frank semplicemente esilarante. Si cambia nettamente registro con l’ Economia dell’osceno nota di Paola Marconi da un discorso di Thomas Sankara letta da Marco Frontalini, Paolo Aceti coadiuvati nella parte finale da Giandomenico Salvatori, Lucia Melatini, Arianna Marinangeli, Sandra Anitori e Serenella Marano, sono voci/rivolta nei confronti di debito e usura e con l’ alternativa radicale studiata dall’ Ingegneria Umanistica, già dettagliata con Vena Picena, città nucleare presentata martedì a Caldarola. A seguire Michele Branda con un breve e precisissimo intervento esemplifica la differenza sostanziale tra “Simulatore e Cantore” portando ad esempio di Gilbert Becaud e Sergio Bruni, in appendice la registrazione del Passero solitario Leopardi/Matricardi/Boldrini esemplificazione di un unico nuovissimo rapporto tra parola voce musica. Elisabetta Moriconi, del senato della Repubblica Radicale legge le motivazioni della laurea honoris causa in Ingegneria Umanistica consegnata a Serenella Marano dal presidente del Minimo Teatro Federico Boldrini. La laurea è attribuita alla Marano soprattutto perché è un primato nell’ incarnare le facoltà della voce dell’ Ingegneria Umanistica, è la seconda laurea attribuita dall’Ingegneria Umanistica in venti anni, la prima fu data a Giancarlo Guardabassi per la sua Radio Aut Marche. Chiudono la serata quattro allievi della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro, Sandra Anitori, Arianna Marinangeli, Lucia Melatini, Giandomenico Salvatori, presentano la sequenza monologante “Più che un gesto è un rimbalzo”: perle private in pubblico, ricchezza linguistica per l’avvenire. Due versi detti da Marco Frontalini e Monica Scalcon, la canzone “Se stasera sono qui” nell’impareggiabile interpretazione di Beatrice Bellabarba per saluto finale.

L’esposizione della nuova estetica è una mappa per artificieri

Caldarola – Prima serata. Il repertorio della nuova estetica esposto dalla classe di Ingegneria Umanistica del Minimo Teatro al teatro di Caldarola il primo di luglio è come una mappa del tesoro al contrario e cioè: il tesoro è già in scena e ben definito nella sua magnificente ricchezza di segni, esempi, nomi, forme passate, presenti e per l’avvenire che però sono talmente rilucenti da essere sviste da spettatori normalizzati alla demenza della consuetudine contemporanea, spettatori che hanno sempre un buon motivo per essere da un altra parte, dalla parte dove si capisce tutto perché non c’è nulla da capire.

Quindi nel Repertorio della nuova estetica gli spettatori coincidono con gli stessi artefici, capaci di essere il tesoro dell’ avvenire, poiché i contemporanei sono troppo presi dalla normalizzazione della loro stessa pena per godersi della nuova luce di scena, oscena per l’oggi. È impossibile rendicontare le strabordanti magnificenze del tesoro, qui solo un elenco delle tracce mappate in scena. L’omaggio in memoria di Roberta Carassai è stato una lezione teatrale magistrale di 10 minuti che ha congiunto un esempio di ingegneria verbale del passato con i corpi vivi della più alta scrittura di scena oggi possibile che ha visto artificieri: Sandra Anitori, Arianna Marinangeli, Lucia Melatini, Giandomenico Salvatori della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro. Dopodiché subito una “provocazione” come l’ha definita il Sindaco Giuseppe Fabbroni, una provocazione completamente fuori dalla logica illogica del presente tutto concentrato sulla relazione bellica: Vena Picena, un nucleo di città che liquida il concetto di pena, liquida il concetto stesso di città ideale, diventa prototipo concretissimo di comunità in cui il delitto si sposta in orto di difesa pubblica per rigenerarsi dentro una corona di conoscenza. Gentile lettore, questa precedente definizione non si capisce? Niente paura, non avrebbe capito nemmeno se fosse stato presente, l’ importante per il repertorio della nuova estetica non è capire ma avvicinarsi, cercare di trattare la nuova materia come hanno fatto Maurizio Boldrini direttore delle operazioni visionarie, l’architetto Giuseppe Bocci memoria delle ardite visioni architettoniche classiche e la sua giovane e lungimirante collaboratrice architettonica Hatice Dilara Ertürk che ha sviluppato in 3d Vena Picena, Luca Paletti che ha tessuto la trama filosofica tra strumenti e perimetri di questa città capace di generare altre città tutte diverse e che non hanno bisogno di piano regolatore. Lorenzo Vecchioni e Paolo Aceti hanno sintetizzato con un’unica scena che vale un’opera, completa anche di scenografia di margherite mentali, l’ intera opera dell’ orto a difesa pubblica che ha segnato per espansione l’ideazione della città. Per disimpegno due pagine da Pinocchio lette da Elisabetta Moriconi e Serenella Marano danno la nuova misura estetica della lettura per il prossimo futuro, chi non ne prenderà atto sarà definitivamente confinato nel pressappochismo rappresentativo. A seguire una notazione telegramma di Boldrini ha segnalato due nomi e due diverse firme/tratti che fanno e faranno da estremi di una parabola d’arte che definisce e detta gli attributi dell’ arte esemplare del millennio: Mariano Prosperi e Giuseppe Teobaldelli. Qui ci si poteva fermare, invece dopo pausa arriva il bello, come se prima niente fosse stato. Qua e là telegrammi filosofici e didascalici di Luca Paletti e Marco Frontalini a tagliare l’aria e minare la percezione. Michele Branda con acume, precisione chirurgica detta come Misurare l’invisibile, è il suo un viaggio per comparazione che fa vedere chiarissime le differenze tra un’ arte virtuosa e indiscutibile e un’ arte finita, completa, sensazionale. Gli esempi trattati sono: Mina, Uto Ughi, Carmelo Bene, Vittorio Gassmann, Mia Martini. Segue Prendile tracciato poetico di Paola Marconi e Elisabetta Moriconi su partitura verbale di Maurizio Boldrini interpretata dalla voci di Beatrice Bellabarba, Serenella Marano, Monica Scalcon che hanno semplicemente segnato nitido il segno acustico di cosa sia oggi il primato dell’assoluto in forma di voce. Per finire Elisabetta Moriconi ha dettato in Combinato disposto le direttive ministeriali per il prossimo millennio. Chi vivrà vedrà, e se non vedrà peggio per lui e meglio per le prossime generazioni, forse, parola del Minimo Teatro, presidente Federico Boldrini, direttore artistico Maurizio Boldrini, direttore tecnico Euro Morresi, datore tecnico Teatro di Caldarola Giorgio Roselli. L’esposizione prosegue giovedì 3, dalle ore 18.00 alle 24.00 (con pausa cena) al Teatro delle Logge di Montecosaro con un seguito di programma altrettanto ricco e avveniristico. L’ingresso è libero per tutti gli artificieri della conoscenza.

Caldarola e Montecosaro ospitano l’Esposizione dell’Ingegneria Umanistica

ALDAROLA/MONTECOSARO – Ci sono teatri che provano a fare spettacoli ricercati, altri che fanno spettacoli come se niente di nuovo sia stato indicato nel novecento, ci sono teatri super finanziati dallo stato che sono diventati musei ammuffiti e altri che sono un insulto rispetto alla tradizione italica.

Da 43 anni, è completamente fuori sistema, dai sistemi, l’opera del Minimo Teatro, unico esempio di teatro che sia stato capace di usare gli strumenti e le indicazioni più innovative del linguaggio teatrale per studiare, documentare, esemplificare, diffondere ricerche innovative in diversi ambiti operativi, tanto da rendere evidentemente superato anche il concetto che distingue l’ambito scientifico da quello umanistico.IMG 20250621 WA0005

Solo il Minimo Teatro può indicare, ad esempio, come due versi dell’Infinito leopardiano abbiano anticipato l’invenzione del laser, o come una drammaturgia a scalare possa inventare un edificio rivoluzionario mai pensato prima e pure realizzato a Dubai. Solo il Minimo Teatro con la dinamica teatrale dell’”immediato” attoriale ha dimostrato che i tradizionali protocolli medici, ancor oggi in atto, sarebbero superati.

Anni fa le ricerche del Minimo furono fulcro addirittura di un convegno oncologico internazionale. Talvolta è bene superare anche lo schema di un comunicato stampa per portare a conoscenza dei lettori che c’è qualcosa di più urgente da segnalare rispetto a festival, belli spettacoli, sagre. C’è la necessità calma ed estesa di segnalare questa ricerca capace, oggi, di una visione rivoluzionaria rispetto alla conclamata deficienza contemporanea. O la si prende per l’oggi o passeranno almeno nove generazioni perché ci sia un nuovo Galileo di turno che riuscirà a vedere ciò che altri non sono stati capace di vedere. A questo punto l’invito per il lettore è quello di affidarsi al seguente intenso programma, senza ulteriori spiegazioni, è necessario partecipare, non per capire, non per vedere, ma per tentare di iniziare a capire e a vedere altro, decisamente un altro mondo, utile per questo mondo, senz’altro a beneficio dei posteri. L’ intenso programma dell’Esposizione dell’ Ingegneria si svolgerà in due giorni, il primo di luglio al Teatro comunale di Caldarola, il secondo al Teatro delle Logge di Montecosaro. Con il patrocinio dei due comuni si presenta il Repertorio della Nuova Estetica.

Ecco la sequenza degli interventi, dimostrazioni, studi scenici, videoregistrazioni.

Comune di Caldarola, Teatro Comunale, 1 luglio, ore 18.00/24.00 (con pausa cena). In memoria di Roberta Carassai eletta Desdemona del Minimo Teatro, con Sandra Anitori, Arianna Marinangeli, Lucia Melatini, Giandomenico Salvatori. Presentazione di Vena Picena Città nucleare con Giuseppe Bocci, Hatice Dilara Ertürk, Luca Paletti, Maurizio Boldrini. L’orto a difesa pubblica con Paolo R. Maria Aceti, Lorenzo Vecchioni. Due pagine da Pinocchio con Serenella Marano, Elisabetta Moriconi. Due disegni opposti e coincidenti di Mariano Prosperi e Giuseppe Teobaldelli per un telegramma di Maurizio Boldrini. Pausa cena. Misurare l’invisibile – Gli spostamenti dell’aria come soglia del nuovo ascolto, relazione con materiali audiovisivi a cura di Michele Branda. Predilette, tracciato poetico di Paola Marconi ed Elisabetta Moriconi su rivisitazione di altre scrittrici con la partitura di Maurizio Boldrini, in voce Beatrice Bellabarba, Serenella Marano, Monica Scalcon. Basolato, combinazione filmica Minimo Teatro/Contro Tempo Teatro Bolzano. Combinato disposto, dettato con Elisabetta Moriconi.

Comune di Montecosaro, Teatro delle Logge, 3 luglio, ore 18.00/24.00 (con pausa cena). In memoria dei bambini Maria e Fiorella Quattrini e Ferdinando Bedini ammazzati da mitraglia aerea l’11 maggio del ‘44 co’ le saccoccette piene de veselli, intervento di Fabrizio Quattrini su registrazione di Vi spiego alcune cose Neruda/Passarella/Boldrini. Poesia Capitale, videoregistrazione integrale Minimo Teatro, Roma 2023, a seguire teatro forum con Paolo Aceti e la classe di Ingegneria Umanistica. Pausa cena. E Frank? Frank non è venuto, comica in cui c’è poco da ridere e quel che si ride è sempre troppo con Jury Peretti su testo e regia di Maurizio Boldrini. Economia dell’osceno nota di Paola Marconi da un discorso di Thomas Sankara letta da Marco Frontalini. Storia della filosofia: palafitte, intervento di Luca Paletti. Simulatore e Cantore intervento di Michele Branda. Da Napoli alla laurea honoris causa in Ingegneria Umanistica a Serenella Marano con lezione elementare. C’è da prendere il buono dai morti, minima preistoria con Paolo Aceti. Più che un gesto è un rimbalzo la Scuola di Dizione Lettura e Recitazione risolta in monologo con Sandra Anitori, Arianna Marinangeli, Lucia Melatini, Giandomenico Salvatori. Presidente Federico Boldrini, direttore artistico Maurizio Boldrini, direttore tecnico Euro Morresi, datore tecnico Teatro di Caldarola Giorgio Roselli, datore tecnico Teatro di Montecosaro Jacopo Scipioni. L’ iniziativa è firmata Minimo Teatro e gode della collaborazione dello studio di architettura Bocci e Partners e del Centro Studi Montecosaresi. Ingresso libero.

Ex Otl, Prosperi, Boldrini e i Passarella: parola, voce, musica in un’ unica maestosa lezione

CALDAROLA – Ex Otl del Minimo Teatro è andato in scena in prima assoluta domenica scorsa al Teatro di Caldarola.

È urgente segnalare, ancor prima di render conto della maestosa bellezza donata al pubblico, che questo spettacolo è una involontaria ma spietata denuncia.IMG 20250303 013744

Ricordando che grande arte possa contenere un bel teatro e tecnicamente funzionale come questo di Caldarola, allo stesso tempo, è una denuncia dell’ ingiustificabile omissione di taluni enti territoriali e nazionali preposti alla produzione e distribuzione, che invece sembrano votati esclusivamente a fare circolare la mediocrità su palcoscenici regionali e nazionali.

C’è la fondata speranza che questa inversione di tendenza dettata dall’ organizzazione dell’ Unione Montana dei Monti Azzurri presieduta da Giampiero Feliciotti possa essere esempio per allenare il pubblico a una visione più elevata delle arti e delle relazioni.

Per quanto riguarda lo specifico espressivo di Ex Otl, seguono poche cose perché tanti, addirittura troppi, i segnali ricevuti, un fiume in piena.

La scrittura di Giovanni Prosperi che ha invertito l’Otello di Shakespeare dovrebbe essere studiata a scuola per inaudita estetica, anzi, prima le scuole dovrebbero essere chiuse, poi riformate, poi forse tale direzione per la scrittura potrebbe essere studiata.

Per il momento solo la voce di Maurizio Boldrini poteva avvicinarsi a una scrittura che liquida gli standard delle drammaturgie, e così è avvenuto, producendo un effetto domino anche per i normali criteri con cui una voce si avvicina a un testo. E’ stata una sublime devastazione per la percezione pubblica graziata nell’ascolto.IMG 20250302 235429

I Passarella, il figlio Roberto che ha curato tracciato e regia musicale, e Hector Ulises al bandoneon con la loro presenza sonora hanno amplificato il labirinto delle sensazioni, tanto da surclassare ogni eventuale resistenza nelle antiche camere del senso. Hector Ulises Passarella e Maurizio Boldrini messi insieme significano un secolo di esperienza e di primato nell’ ambito delle arti che volgono l’aria in moto dell’ anima. Ebbene questo secolo d’arte si è come ribaltato acrobaticamente nel precipitato sonoro più giovane e innovativo che nemmeno si sarebbe potuto immaginare prima. Il saluto caloroso del pubblico intervenuto ha sancito, in questo caso, non solo il ringraziamento per tanta grazia ricevuta ma ha espresso di più, anch’esso ha detto a suono: noi ci siamo, abbiamo percepito l’ inaudita differenza e siamo testimoni. Perfetta anche la trasmissione del suono grazie all’ ideale struttura tecnica in dotazione nel teatro e soprattutto grazie ai tecnici Giorgio Rosselli, Ettore Donati e al fonico del Minimo Teatro Euro Morresi.

Al termine, la presentatrice Serenella Marano ha invitato gli artisti a presentarsi di nuovo sul palco per i saluti e i ringraziamenti del Presidente Feliciotti e del Sindaco di Caldarola Giuseppe Fabbroni, che tra l’ altro ha ricordato come alcune delle voci registrate di Ex Otl erano di ragazzi e ragazze del Centro diurno di Caldarola che molti anni or sono fecero un laboratorio con Boldrini e proprio sull’ Otello.

In sala ha presenziato Don Felice Prosperi, fratello del poeta Giovanni morto nel 2021. Il teatro è soprattutto arte per relazioni, in questo senso, in tutti i sensi, non poteva

“Ex Otl”: prima assoluta al Teatro Comunale di Caldarola con Prosperi, Boldrini e i Passarella

Domenica 2 marzo alle ore 21.00 al Teatro Comunale di Caldarola ci sarà un grande evento d’arte. Andrà in scena la prima assoluta di Ex Otl, concertazione per la voce di Maurizio Boldrini con la partecipazione di Héctor Ulises Passarella, considerato il più grande bandoneonista al mondo, su tracciato musicale del figlio Roberto Passarella.

Boldrini ha composto la sua partita verbale dalla fonte poetica di quel grande scrittore che fu il suo amico Giovanni Prosperi, morto nel 2021. Ex Otl è prototipo di drammaturgia scalare, scrittura in risalita verticale da fine opera. Giovanni Prosperi andò in tale direzione, per la prima ed unica volta, sull’Otello di Shakespeare e ne fece dono alla sua voce, Maurizio Boldrini, che a sua volta la inverte in altro verbale poetico. Complice delle inversioni è il labirinto sonoro dei musicisti Passarella.

Lo spettacolo, patrocinato dal Comune di Caldarola, è organizzato dall’ Unione Montana dei Monti Azzurri presieduta da Giampiero Feliciotti nell’ambito della rassegna Monti Azzurri a teatro che sta riscuotendo un ottimo successo per la particolarità e il livello artistico delle proposte. L’ingresso è gratuito per la generazione Z, per gli adulti ci sarà un biglietto di 8 euro. La richiesta dei biglietti può essere effettuata anche tramite Live ticket.

La grazia vocale di “Predilette” a Monte San Martino

MONTE SAN MARTINO –  Il viaggio con “Predilette”, recital del Minimo Teatro, dopo Penna San Giovanni e Loro Piceno si conclude nel Comune più periferico della provincia maceratese, a Monte San Martino.

La grazia vocale di Beatrice Bellabarba, Serenella Marano e Monica Scalcon, con testi predisposti da Paola Marconi e Elisabetta Moriconi, sarà volta all’ascolto degli spettatori che avranno l’avvedutezza di raggiunge l’ incantevole paese.

La regia e la partitura vocale è di Maurizio Boldrini. Le Predilette saranno in voce presso la Pinacoteca Ricci, sabato primo marzo ore 21.00.

In prefazione si potranno ammirare i quadri ispirati all’ideale femminile di quel grande artista che fu Mariano Prosperi. L’ organizzazione è del Comune di Monte San Martino e dell’ Unione Montana dei Monti Azzurri presieduta da Giampiero Feliciotti

. L’ ingresso è gratuito per la generazione Z, per gli adulti ci sarà un modesto biglietto di 8 euro. La richiesta dei biglietti può essere effettuata anche tramite Live ticket. Informazioni: 338 969 8357.

Predilette del Minimo Teatro, ovvero la magnificenza femminile in forma di voce

Loro Piceno – Domenica scorsa presso il Teatro comunale è andato in scena il recital Predilette del Minimo Teatro diretto da Maurizio Boldrini, nell’ ambito della rassegna Monti Azzurri a teatro organizzata dall’ Unione Montana dei Monti Azzurri.È stata una magnificente concertazione tra canto e voci recitanti che ha reso materico il variegato universo dell’anima femminile. Meglio scrivere subito i nomi delle tre interpreti, perché restino stampati a esempio e memoria di alta poesia: Beatrice Bellabarba, Serenella Marano, Monica Scalcon, che ricordano, a chi si fosse dimenticato, la consistenza leggera, impalpabile, fluttuante della voce che si fa magia creativa. Un’arte nuda, dalla complessità inspiegabile di cui sono fatte le cose semplici, miniera rigogliosa di gemme sonore, un maremoto di possibili combinazioni umorali. Il teatro di Loro Piceno per tre quarti d’ora è stato il luogo attonito della sensazione. Beatrice Bellabarba è stata una sublime poliglotta della canzone leggera, ha fatto il giro del mondo con la sua voce che è il coro completissimo delle emozioni possibili. Serenella Marano e Monica Scalcon sono semplicemente la lezione della voce, in tutti i sensi hanno attraversato, inciso, modulato, rinnovato, testimoniato le essenze del corpo come cassa acustica dell’ anima. Tutto è successo con leggerezza, come in sospensione dal tempo cronologico. L’ incanto è firmato anche da altri nomi: Paola Marconi e Elisabetta Moriconi hanno curato i testi, la rivisitazione e riscrittura costruendo un trapezio drammaturgico già formidabile strumento sulla carta. Maurizio Boldrini ha elaborato una partitura che è sintesi matura, limpida del dove e di come sia possibile portare a spasso la voce. In apertura, come prefazione, il pubblico ha potuto ammirare le opere pittoriche ispirate all’ideale femminile di Mariano Prosperi che Boldrini ha definito il più grande pittore marchigiano della seconda metà del novecento dopo Osvaldo Licini, il più grande della prima metà del novecento, in sala era presente il fratello Don Felice Prosperi (in foto insieme alla scrittrice Paola Marconi e a Federico Boldrini presidente dell’Associazione Amici e Allievi del Minimo). A conclusione il saluto affettuoso del Sindaco di Loro Piceno Robertino Paoloni che ha rimarcato la straordinaria e densa bellezza dell’evento. Sabato prossimo 1 marzo lo spettacolo sarà ripresentato presso il teatro comunale di Monte San Martino.